12 maggio 2012

Festival delle Grotte di Sant'Eustachio 2011


“I poeti ci dicono che attingono i loro canti da fonti che versano miele e da giardini e da boschetti che sono sacri alle Muse, e che a noi li portano come fanno le api, anch’essi volando come le api. E dicono il vero! Infatti cosa lieve alata e sacra è il poeta, ed è incapace di poetare, se prima non sia ispirato dal dio e non sia fuori di senno, e se la mente non sia interamente rapita. Finché rimane in possesso delle sue facoltà, nessun uomo sa poetare o vaticinare”
(Platone “IONE”)
“Occorre cercare l’arte in se stessi e non se stessi nell’arte“, diceva il Maestro  Stanislavskij In questo senso, il teatro è il luogo dove l’attore si apre a ricettacolo per sintetizzare, attraverso la sua espressione, lo spirito di un legame vitale con la propria fonte di ispirazione e con l’universo che lo circonda. L’attore riceve attivamente per poi restituirci gli influssi che provengono e dalla sua interiorità e dalla realtà che lo circonda, per quanto nella prospettiva di un processo creativo sia più corretto parlare di una circolarità ermeneutica tra l’interno e l’esterno.

Sin dai tempi dello spettacolo “Baccanti”, messo in scena alle Grotte di Sant’Eustachio nel 2005 Omero Affede, attore e regista marchigiano si è proposto di portare avanti una poetica teatrale che ponesse l’accento sull’interazione dell’artista con l’ambiente. E’ "l’artista per il luogo e non il luogo per l’artista"; in altri termini, nel processo di creazione del soggetto non si può prescindere dalla relazione attiva con il luogo che, lungi dall’essere un semplice contenitore di eventi, si fa anch’esso evento attraverso la voce dell’artista. Questo tipo di ricerca artistica ha portato nell’agosto del 2010 alla creazione del Festival delle Grotte di Sant’Eustachio. Dopo il successo dello scorso anno, il Festival giunge quest'anno alla sua seconda edizione!

Per maggiori informazioni consultate il nostro sito www.teatrodelcontagio.it






Nessun commento: